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Florian Grott
i n t e r v i s t e/aldo fedele
 



 

 

 

 

 










 
Aldo Fedele è un esploratore solitario che si serve dell'obbiettivo della sua macchina fotografica per prelevare campioni di natura. Poi, attraverso un'elaborata e minuziosa ricerca compositiva, ricrea una sua personale ed originale visione della natura in forme ed immagini decorative di grande valore artistico.

D. Aldo, parliamo di te come fotografo di elementi della natura che poi scomponi e ricomponi nelle tue opere fotografiche.
Quando è iniziata questa tua attività artistica?
R. La fotografia è sempre stata per me fonte di grande curiosità. Ho iniziato come molti a documentare momenti e viaggi della mia vita e in seguito è nata la consapevolezza di usare un grande mezzo espressivo quindi la ricerca di un linguaggio personale, l'esigenza di dare voce - forma - colore - dimensione ad un bisogno emotivo.
Sono vissuto nel paese dove sono nato, le montagne, i boschi, le valli e i torrenti erano e sono il mio mondo nel quale ho soddisfatto attraverso la ricerca dei particolari la mia curiosità.

D. Quali erano agli inizi e quali sono ora gli "attrezzi" del mestiere di un fotografo come te?
R. Sono sempre stato autodidatta e fotografo non per lavoro quindi ogni macchina fotografica, ma soprattutto ogni accessorio, si è sempre aggiunto al precedente come mezzo per migliorare, soddisfare, un'esigenza espressiva.

D. L'atto creativo è quando scegli cosa fotografare, come, dove e quando o piuttosto il momento in cui ti siedi al tuo computer e rielabori il tutto?
R. Utilizzo il computer da cinque anni per rielaborare immagini scattate tanto tempo prima, vado a fotografarne di nuove sapendo già in partenza che saranno trasformate, il percorso cambia in quanto l'atto creativo è la foto finale.

D. So che usi un computer con un sistema operativo diverso dal più diffuso Windows: la tua scelta ha delle motivazioni speciali?
R. La scelta di Macintosh è dovuta al consiglio di un amico - Martin de la Cruz - conoscitore approfondito di sistemi e programmi informatici.

D.
Con il computer riesci ad ampliare e a mettere in luce i particolari più "nascosti" dell'immagine prima solo osservata attraverso l'obbiettivo; ci puoi spiegare questa tecnica e come sei arrivato a servirti del computer per creare le tue opere?
R. Il desiderio è quello di creare un dialogo che vada oltre la staticità dell'immagine fissa, il computer mi ha permesso di lavorare con maggiore precisione, offrendomi infinite possibilità rispetto ai limiti del lavoro manuale - tradizionale della camera oscura.

D. Il momento dello scatto fotografico (esperienza a contatto con la natura) è seguito da un accurato lavoro davanti al computer. Il fine è quello di raggiungere, attraverso diverse combinazioni simmetriche/speculari, quello che viene definito "l'effetto caleidoscopio".
Quale di questi due momenti ti da più emozione e stimolo?

R. Quando sono alla ricerca dei soggetti da riprendere sovente ho la sensazione di trovarmi immerso in un modo fantastico dove posso dare sfogo a desideri ed emozioni maturati nel tempo; seduto davanti al monitor, lontano dai luoghi ripresi, le immagini assumono un carattere meno emotivo, più razionale, per riacquistare piano piano una nuova dimensione fantastica ma più legata alla sensibilità artistica.

D. Il soggetto delle tue opere non è solo il dettaglio nella natura ma anche dei paesaggi naturali come cime, distese di acqua, pianure, ecc. Ci sono anche altri soggetti che ami riprendere?

R. Da molti anni curo la documentazione fotografica della manifestazione artistica internazionale Arte Sella, gli amici che la animano, le molte opere realizzate negli anni, la loro storia nel tempo, come il contatto con gli artisti che le hanno prodotte, sono stati per me un'opportunità unica di confronto.

D. I paesaggi naturali che catturi con l'obbiettivo a volte suggeriscono allo spettatore forma umane, visione di volti e mondi fantastici. E' soggettivo per ogni spettatore o vi è nell'artista l'intenzione di andare oltre le forme del paesaggio naturale?
R. Esiste un dialogo tra le varie arti, pittura, poesia, musica, che nel mio percorso evolutivo sono state sicuramente più importanti della fotografia intesa in senso tradizionale. Con le mie immagini cerco di materializzare questo dialogo coinvolgendo anche chi le guarda. È un tentativo il mio di andare oltre l'immagine documento alla ricerca dell'essenzialità delle forme e dei colori e quindi di nuove possibilità espressive.

D.In questo momento dove possiamo ammirare le tue opere? Hai intenzione di fare qualche mostra nel futuro prossimo?
R. Nel mio studio, a casa mia, ho delle stampe preparate per l'ultima esposizione che ho fatto. Nella mostra collettiva di artisti locali organizzata prossimamente dal Comprensorio C3 ci saranno mie opere e nei primi del prossimo anno in una nota galleria di Trento, data da definire.
La fotografia, come ho già detto, è sempre stata un hobby e non l'ho mai pensata come attività quindi anche le esposizioni non sono state molte negli anni, per altro ho fatto diverse serate ospitato da circoli fotografici ( Trento, Rovereto, Valdagno, Marostica, Pergine, Montebelluna ecc.) e da biblioteche (Borgo, Roncegno, Telve, Levico...) con proiezioni di diapositive in dissolvenza abbinate alla musica.
Prima mostra 1977 collettiva, 4 fotografi a Borgo Valsugana, 1984 prima mostra da solo a Rovereto, 1985 Galleria Toni De Rossi a Verona, prima mostra con stampe fatte da me a Borgo nel 1993 e l'anno successivo a Berlino abbinate ad un'esposizioni di Arte Sella, prima mostra con stampe dal digitale 1988 a Pergine e nel 2000 in Vai di Sella a Malga Costa e a Cavalese.


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